Contenuto principale

Presentazione

La seconda sala di lettura vista dall'alto

Dove e cosa si studia in biblioteca

Foto della seconda sala di lettura


I Fondi della Biblioteca

La Casanatense possiede, tutela e rende disponibile un patrimonio di grandissimo valore

Immagine di una carta di un manoscritto musicale


Eventi

Limited/unlimited: uno dei grandi eventi che la biblioteca ha ospitato negli ultimi anni

Gli eventi in biblioteca


Le fotografie nell'Opac

Nel catalogo online si trovano catalogati anche i fondi fotografici

I fondi fotografici nell'Opac


Metti una sera a cena... in biblioteca

La Casanatense offre i propri spazi monumentali per eventi esclusivi. Scopri come!

cena di gala nel salone monumentale


Scaffali Digitali

Stampe, bandi, disegni digitalizzati in hr da consultare online

incisioni digitalizzate


 

Il Fondo Compagnoni Marefoschi, uno dei molteplici fondi musicali che attualmente si trovano conservati presso la Biblioteca Casanatense, è una raccolta di musica manoscritta, composta da 793 unità bibliografiche tra partiture e parti, composte e trascritte nel periodo che va dalla fine del Settecento agli inizi dell’Ottocento, e che riflettono la prassi musicale di una nobile famiglia italiana del tempo. Sono, infatti, la parte più considerevole di una biblioteca musicale aristocratica, che dopo diverse vicissitudini fu oggetto di un recupero faticoso ma felice, culminato con l’arrivo nella Biblioteca Casanatense di Roma, nell’anno 1973, dei 793 manoscritti. La famiglia Compagnoni Marefoschi nacque con questo nome nell’anno 1732, quando, a causa della disposizione testamentaria del cardinale Prospero Marefoschi, il cardinale Mario Compagnoni e il conte Camillo fratello di lui unirono i nomi per un unico casato, che fece seguito al matrimonio effettuato nel 1713 da Giovanni Francesco Compagnoni e Maria Giulia Marefoschi. Negli anni quaranta e cinquanta del Settecento la vita culturale della casata divenne particolarmente intensa e grazie alla passione dei fratelli Camillo e Giuseppe Compagnoni Marefoschi si formò la prima biblioteca musicale, oggi perduta.

In questo periodo la prassi musicale d’insieme si declinò nelle frequenti accademie private e pubbliche, nei ricevimenti, nelle feste e in tutti i momenti ufficiali della famiglia, coinvolgendo anche le giovani sorelle Isabella e Maria Pandolfina nel suono del cembalo, del salterio, del forte-piano e nel canto. Inoltre, per la formazione dei giovani eredi, la famiglia faceva impartire lezioni di musica, di teoria e pratica strumentale da alcuni maestri che si recavano nella residenza di Macerata e, nel periodo estivo, a Palazzo Rosso di Potenza Picena. Questi insegnanti  erano poi gli stessi professionisti che intervenivano come suonatori durante le accademie, o che assumevano incarichi compositivi per fornire concerti, musiche da camera e pezzi di danza per le occasioni più diverse, mentre alcuni fra i componenti della famiglia contribuivano alle esecuzioni musicali con la loro attività di nobili dilettanti. Il repertorio eseguito a palazzo nel periodo 1730-1760 comprendeva ouvertures tratte da melodrammi e composizioni vocali eseguite sia per esercizio e per intrattenimento privato, sia durante le accademie organizzate per la presenza di altre importanti famiglie, di ospiti illustri e di viaggiatori.

Giuseppe e Camillo furono i propulsori delle diverse e numerose attività musicali della famiglia in questo periodo, e soprattutto Camillo, violinista e compositore dilettante, nato nel 1722, al quale si deve l’avvio, l’ampliamento e la cura della biblioteca musicale durante la seconda metà del XVIII secolo. Per lui e per i suoi concerti di palazzo fu eseguita la copia manoscritta dei 6 Quartetti di Nicolas Dôthel: le parti di primo violino e di violoncello sono ora conservate presso la Biblioteca Casanatense, mentre le parti di violino secondo e di viola presso la Biblioteca Nazionale di Firenze.