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La spada, la croce e la scimitarra
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E tuttavia, proprio l'integrazione dei milites nel corpo della Chiesa rinnovata dalla riforma introduce nella vita e nella riflessione ecclesiastica una profonda lacerazione. Questa scelta infatti pone alla Chiesa il drammatico problema della giustificazione della guerra, addirittura della "santificazione" di certa guerra: nasce in area cristiana l'idea della "guerra santa", per quanto abissale sia la distanza che separa questa dalla guerra santa islamica. La "guerra santa" cristiana, sintesi di avventura cavalleresca e pellegrinaggio penitenziale, produce l'esaltazione collettiva dello spirito religioso, e riesce davvero a trasformare i cavalieri che vi prendono parte: spesso sleali, crapuloni e violenti in patria, nella lotta all'infedele mai vengono meno alla parola data e l'homagium corrisponde all'offerta di tutta la loro persona, corpo e anima, al papa e alla causa.

I cavalieri crociati, con i loro elmi a celata abbassata, ricoperti dalla testa ai piedi di pesanti armature, sono certo meglio equipaggiati dei loro avversari orientali. Questa cavalleria pesante, addestrata per caricare compatta, con lancia in resta, uomo-cavallo-armatura formanti un unico, inarrestabile proiettile, era già famosa: si diceva che un solo cavaliere al galoppo avrebbe sfondato le mura di Babilonia. L'imperatore Alessio non nasconde meraviglia e timore alla vista dei cavalieri fiamminghi che attraversano la sua città. E la leggenda dell'imbattibilità e del coraggio dei cavalieri crociati si manifesta nelle innumerevoli prove di Nicea, di Antiochia e infine sotto le mura di Gerusalemme.Michaud, Storia delle crociate, 1842

A Gerusalemme le genti avevano sempre conosciuto i sentimenti che la loro città suscitava. Gli ebrei l'avevano nel cuore, i musulmani la legavano ai profeti che avevano preceduto Maometto, i cristiani la veneravano come il luogo dove il Cristo era morto e, secondo il loro credo, risorto. La terra ideale di queste tre genti, il cui padre, secondo le Scritture di tutte e tre, fu uno solo, Abramo, era insomma ritenuta il centro del mondo.

I cavalieri e i fanti crociati, arrivati davanti a Gerusalemme e ai suoi difensori, che precedentemente avevano fatto scavare intorno alla città profondi fossati, formavano uno degli apparati bellici più poderosi della storia di quei primi anni del secondo millennio. I fanti crociati, nucleo della guerra d'assedio, rappresentavano i sette ottavi di quell'esercito: essi combattevano con lance e scuri, ma più validamente con le balestre, le cui frecce lanciate da scatti meccanici, trapassavano agevolmente scudi e armature. Colpivano a grande distanza: la tecnica dell'esercito crociato era così perfezionata che ad ogni lancio di duecento balestrieri seguiva il veloce dispiegamento di cinquecento scudieri i quali, schierandosi a difesa, permettevano il lento ricaricamento delle balestre. E se la fantasia ci lascia immaginare la scena, doveva essere davvero impressionante lo spettacolo al quale gli assediati assistevano: partivano nugoli di frecce scagliate da grande distanza; alla risposta nemica, lenta e difficoltosa a causa dello spazio, corrispondeva la selva di scudi che subito si chiudeva a protezione.leone E quando la sera del 14 luglio 1099 Raimondo di Tolosa diede l'ordine che avanzasse la prima torre d'assalto verso le mura di Gerusalemme, non solo un diluvio di frecce e di pietre investì gli assalitori: si parlò anche del lancio di una sorta di primitivo napalm, il "fuoco greco", come lo chiamarono i crociati.
Altri tentativi erano stati respinti. Insieme alle torri e agli arieti, l'attacco portato con l'ausilio delle grandi catapulte, dei mangani e delle baliste, potè alla fine più del disperato coraggio dei difensori. Si spargevano, insomma, ancora come sulle prime vie che la crociata attraversò, torrenti di sangue in nome del Dio dell'amore e della pace di cui si stava conquistando il Sepolcro. Il massacro di musulmani e giudei che seguì alla presa della città fu terribile se è vero quello che le cronache del tempo riportano: i cavalli dei guerrieri cristiani che percorsero la città vinta affondavano nel sangue fino alle ginocchia.

La conquista di Gerusalemme, di fatto, chiude la prima spedizione in Terrasanta, la Crociata per eccellenza. Tenuta e governata per meno di 100 anni, la città santa fu per sempre strappata ai cristiani nel 1187, da Saladino.