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Presentazione

La seconda sala di lettura vista dall'alto

Dove e cosa si studia in biblioteca

Foto della seconda sala di lettura


I Fondi della Biblioteca

La Casanatense possiede, tutela e rende disponibile un patrimonio di grandissimo valore

Immagine di una carta di un manoscritto musicale


Eventi

Limited/unlimited: uno dei grandi eventi che la biblioteca ha ospitato negli ultimi anni

Gli eventi in biblioteca


Le fotografie nell'Opac

Nel catalogo online si trovano catalogati anche i fondi fotografici

I fondi fotografici nell'Opac


Metti una sera a cena... in biblioteca

La Casanatense offre i propri spazi monumentali per eventi esclusivi. Scopri come!

cena di gala nel salone monumentale


Scaffali Digitali

Stampe, bandi, disegni digitalizzati in hr da consultare online

incisioni digitalizzate


Libro dei morti

Le sacre rappresentazioni si protrassero con regolarità dal 1763, anno nel quale abbiamo notizia della prima rappresentazione da parte dell'Orazione e Morte, fino al 1870, quando gli eventi politici portarono a una laicizzazione della città e a un affievolimento generale del sentimento e delle pratiche religiose: in particolare, per ciò che ci interessa, al declino delle rappresentazioni sacre e alla demolizione dei cimiteri. Queste rappresentazioni (che prevedevano una messa in scena caratterizzata da grande spettacolarità e suggestione, che non di rado fu presa dagli scrittori d'oltralpe come prova dell'inclinazione al patetico e al lacrimevole di facile effetto propria dello spirito italiano, e in particolare romano) avevano luogo generalmente nella stanza più interna dei cimiteri sotterranei, detta di «Terra santa», che già di per sé, di frequente, era decorata con veri ossari e altra simbologia lugubre. In essa veniva eretto un vero e proprio palcoscenico, dal boccascena addobbato di neri tendaggi e rami di cipresso, su cui si posizionavano statue in cera, a grandezza naturale, vestite con tutte le cure e spesso in numero considerevole, fino alla decina. L'invenzione e l'esecuzione della scena era affidata ad architetti, pittori e scultori e la realizzazione delle stampe ad incisori i quali, per quanto oggi ci appaiano di fama eminentemente locale, pure ai tempi dovevano godere di una certa stima. La rinomanza delle rappresentazioni era amplificata dalla menzione che ne faceva, almeno dal 1800, il Diario Ordinario del Chracas; e a partire dalla stessa data, un'ulteriore conferma della loro popolarità è data dalle numerose notizie di visite di pontefici e sovrani.