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La Biblioteca possiede circa 400.000 volumi (manoscritti, incunaboli, stampati), dei quali circa 60.000 sono ancora oggi contenuti nell'antico Salone monumentale.
All'interno di questo patrimonio librario sono presenti oltre 120.000 volumi a stampa, pubblicati a partire dal 1501 al 1830 (le circa 13.000 edizioni del XVI secolo oggi tutte catalogate secondo lo standard ISBDA e reperibilinell'OPAC della Casanatense), collocati non solo nell’antico Salone, ma anche in altre sezioni, quali Bancone, CC, CCC, Rari e tra le miscellanee rilegate in volumi o raccolte in scatole.
La varietà e la pluralità di interessi che vanno al di fuori del nucleo originario biblico-teologico-storico-giuridico contraddistinse sin dall’inizio il carattere della Biblioteca antica voluta dal cardinale Casanate al servizio dei suoi più assidui utenti quali erano artisti, curiali, predicatori e professori.
La “libraria” del padre Mattia, il nucleo primitivo, era infatti un insieme di volumi di vario argomento, dal diritto alla letteratura patristica, dai testi sacri e liturgici ai libri di storia e di politica, ai classici latini e greci, ad opere di argomento scientifico.
Le acquisizioni successive, fatte con una politica nazionale ed europea che attingeva sia al mercato antiquario che alla produzione corrente ha comportato la necessità di collocare in alcune classi per materie nelle scansie lignee del salone volumi non appartenenti ad esse, ma accomunati da una certa continuità di argomento.
Le figure di Agnani, Schiara e Audiffredi fecero della Biblioteca un istituto di rinomanza internazionale che primeggiò fino al 1794 tra le biblioteche romane acquisendo nelle sue raccolte universalità di contenuti che la caratterizzeranno fino alla metà del XIX secolo.
Passata allo Stato, le varie direzioni che si susseguirono, nell’interesse di non alterare il carattere della biblioteca antica, pur con i limiti di deviazioni occasionali e personali, hanno sempre cercato di restituire alla Casanatense il suo antico splendore mantenendolo con una politica di acquisizione che cerca nel mercato antiquario edizioni rare o di pregio.
Antiche collocazioni evidenti sul verso delle legature, la torre con le iniziali e/o tutt’intorno la scritta “BIBLIOTHE. A CARD. H. CASAN. D.O. PRAED.”, note manoscritte di provenienza dalla Domus professa, dopo la soppressione dell’ordine dei Gesuiti, ma anche segni di censura contraddistinguono i volumi a stampa del fondo antico.
Le edizioni dal 1830 ai giorni nostri costituiscono il versante "moderno" del patrimonio della Biblioteca, in continuo aggiornamento sulla linea dei percorsi tematici segnati dai Padri Domenicani che la fondarono.
Da qualche anno la Biblioteca mette a disposizione dei suoi utenti una piccola collezione di banche dati su cd rom, un ulteriore strumento di consultazione al servizio dello studio e della ricerca.
info: Rita Fioravanti
Si segnalano le seguenti raccolte:
Manoscritti: circa 6.000 volumi, per lo più di grandissimo pregio, exultet, codici liturgici, testi, medico-scientifici, codici orientali ed ebraici.
Incunaboli: circa 2.200 volumi, fra cui esemplari unici, prime edizioni e placchette.
Disegni e stampe: circa 30.000 esemplari, incrementati dal privilegio goduto fino al 1870 presso la Calcografia Camerale.
Musica: teorica e pratica: proveniente in buona parte dalla collezione di Giuseppe Baini, maestro della cappella pontificia; drammi e libretti musicali per circa 7.000 esemplari, autografi e inediti fra i quali i manoscritti di Niccolò Paganini.
Teatro: 4351 opere del XV-XVIII secolo e 3200 del secolo XIX (teatro italiano)
Editti e bandi: oltre 70.000 esemplari, dal 1550 al 1870, prevalentemente dello Stato Pontificio.
Periodici: oltre 2000 testate (240 correnti), fra cui giornali romani e dello Stato Pontificio.
Araldica: cira 1200 opere a stampa e 150 codici manoscritti di argomento araldico






