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Chopin o dell'interpretazione autentica
Le edizioni di Chopin nell'archivio Sgambati
L'autenticità del testo musicale e la sua interpretazione
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E' necessario ora sottolineare quanto per Chopin sia particolarmente evidente una questione che in realtà coinvolge tutte le fonti musicali di qualsiasi compositore: il problema delle fonti originali, del testo musicale autentico. Prima di ogni questione relativa all’esecuzione, per qualsiasi musicista esecutore è di estrema importanza il problema di avere un testo vicino o più vicino possibile alla volontà del compositore: e qui si apre il discorso delle edizioni musicali. Nel periodo storico che va dal Barocco al Romanticismo sono stati pubblicati diversi tipi di edizioni musicali: oggi, invece, si è affermato il testo originale, detto Urtext, che dovrebbe chiarire ogni questione e sciogliere ogni dubbio esecutivo, ma di fatto il problema è più complicato.

spartito chopinPrima dell’Ottocento, in realtà, non vi erano particolari esigenze editoriali per quanto riguarda le edizioni musicali: fatta eccezione per gli errori di stampa, l’editore stampava esattamente e direttamente quello che il musicista scriveva. Poi, nel primo decennio dell’Ottocento, arrivarono le prime edizioni di musiche del passato, nelle quali si cercava di adattare il testo alle esigenze stilistiche e al gusto dell’epoca. Questo rapporto indiretto fra editore e compositore, unito a esigenze di carattere didattico, generò un elevato numero di pesanti correzioni per una serie di edizioni musicali in cui il testo originale, per essere più comprensibile, più facilmente eseguibile, più adatto al gusto “moderno”, era stato “arricchito” da aggiunte che riguardavano la dinamica, l’agogica, il pedale, il fraseggio. Diversi autori, curatori di molte edizioni musicali come Czerny, Moscheles, Tausig, Bülow, Riemann, Sauer, Longo furono animati da questo spirito didattico, ma anche da criteri del tutto personali, che applicarono senza ritegno.

Verso la metà dell’Ottocento però, in corrispondenza dell’uscita dei primi volumi della Bach Gesellschaft (il primo importante Urtext della storia della musica), cominciò ad affermarsi anche un diverso rispetto nei confronti dei testi musicali classici. Un’intensa attività di interpretazione del testo proseguì comunque per decenni “in edizioni legittimate da una tradizione interpretativa codificata da leggendarie figure del concertismo poco versate nella differenzazione stilistica, dove prevale una maniera esecutiva unica, uno stile espressivo situato fra romanticismo e impressionismo, cui adeguare sia Bach sia Chopin sia Debussy: bellezza del suono, musicalità, sensibilità, ma anche genericità di fraseggio, casualità di pedale, fedeltà al testo subordinata a motivazioni temperamentali; talora affascinante con i grandi interpreti, questo stile rivela sempre più la sua inattualità”. Così sottolineava alcuni anni fa il musicologo e docente Riccardo Risaliti, che però segnalava anche la difficoltà per molti compositori di avere una fonte sicura e del tutto attendibile. spartito chopinConsigliava pertanto di studiare tutte le varie fonti musicali di un autore, manoscritte e a stampa: gli autografi, gli abbozzi, le annotazioni, le bozze di stampa corrette, le edizioni originali riviste dall’autore stesso, secondo una gerarchia variabile, sorretta da testimonianze, lettere, documenti. In particolare metteva in rilievo come Chopin rappresentasse in questo campo un vero caso limite, e fosse un compositore ”di cui non sarà mai possibile definire un testo definitivo, sia per la maniera con cui lavorava (vari collaboratori nella copiatura, scarsa attenzione nella correttura delle bozze), sia per la sua stessa concezione creativa, per cui egli considerava le sue composizioni un work in progress soggetto a continue modifiche.”

Infatti suonare Chopin è una delle operazioni più complesse che un pianista si trovi ad affrontare: è un impegno difficile perché Chopin suonava la sua musica e la insegnava, ma non ha mai scritto nulla in relazione alla sua concezione estetica, pianistica e didattica. Inoltre, anche se il musicista ebbe un gran numero di allievi, per diversi motivi non è mai nata una vera “scuola pianistica di Chopin”. La “chopinologia” più moderna, in realtà, ha operato in modo assai corretto: sono stati considerati moltissimi esemplari delle prime edizioni delle musiche di Chopin, appartenute agli allievi, agli amici, e alla sorella del compositore, con tutte le indicazioni dinamiche, agogiche e di fraseggio segnate da lui per eseguire le proprie composizioni, è anche stata accumulata una grande quantità di informazioni, dati e suggerimenti.

Il compito dei pianisti è quello di tenerne conto, perchè Chopin non fu soltanto uno dei più grandi pianisti in assoluto nella storia della musica, ma fu, come è stato detto, il poeta del pianoforte.

schede opere di Chopin possedute dalla Casanatense (file pdf 23 kb)

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