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Un musicista a corte: Giovanni Sgambati e la regina Margherita di Rita Fioravanti

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Compositore, direttore d’orchestra e straordinario pianista, Giovanni Sgambati (Roma, 1841-1914), fu uno dei maggiori artefici della rinascita della musica sinfonica e da camera in Italia tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi del Novecento. Caduto il potere temporale dei papi, un clima di fervido cambiamento culturale, oltre che politico, investì Roma, capitale del regno. L’intesa tra il musicista e la nuova classe politica, impegnata ad assicurarsi anche il consenso degli intellettuali, fu immediata. Sgambati ricevette il sostegno più prestigioso e autorevole alla sua attività di divulgazione e promozione della musica strumentale proprio dalla corte sabauda e segnatamente dalla regina Margherita. Vera appassionata di musica e ottima dilettante dell’esecuzione musicale, Margherita contribuì in maniera determinante a modificare gli orientamenti dell’aristocrazia e dell’alta borghesia che, seguendo l’esempio della sovrana, si aprirono alla musica sinfonica e cameristica europea, specie tedesca, fino a quel momento poco nota in Italia. Il 28 marzo 1881, per la prima volta nella storia, al Palazzo del Quirinale fu organizzato un concerto: sul podio fu chiamato Sgambati, che diresse l’Ouverture del Coriolano di Beethoven, autore prediletto della regina, e la Sinfonia in re per grande orchestra, composizione dello stesso Sgambati dedicata alla sovrana. Margherita invitò poi a esibirsi alla reggia la Società del Quintetto fondata dal musicista nel 1881. Nel 1893 il complesso musicale assunse il nome di Quintetto della Corte di Sua Maestà la Regina.

Le manifestazioni al Quirinale proseguirono assidue fino al 9 luglio 1900; dopo la morte di Umberto I ripresero il 13 giugno 1904 a Palazzo Margherita in Via Veneto (Palazzo Boncompagni o Piombino, oggi sede dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America), nuova residenza della regina madre. Quasi tutti i documenti esposti nella sezione provengono dell’Archivio Giovanni Sgambati conservato in Casanatense. Il prestigioso fondo è stato acquistato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali all’asta Christie’s di Roma del 13 dicembre 1994. scarica il testo completo