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La musica per l’Italia unita di Anna Alberati

sgambati

Insieme alle parole in musica di alcuni famosi libretti d’opera, diverse musiche, ovvero partiture manoscritte e a stampa piuttosto rare e spesso poco conosciute, testimoniano anche nella Biblioteca Casanatense il periodo del Risorgimento italiano e dei suoi miti. Così si snoda un piccolo viaggio attraverso una serie di arie da melodrammi, inni patriottici, cori, marce per banda, musiche e parole con cui i patrioti, i giovani patrioti musicisti e artisti, e i diversi compositori esprimevano nella musica e con la musica gli ideali, le utopie, gli ardori, le emozioni che appassionatamente e con incredibile entusiasmo essi vivevano in quel particolare momento storico, quando l’Italia ancora non c’era. Ritmata da numerosi inni e da marce festose è soprattutto, qui, la storia di Roma, che da capitale dello Stato Pontificio diventava capitale d’Italia attraverso una serie di accadimenti particolari, fra entusiasmi e sconfitte, da un papa liberale allo stesso papa all’improvviso reazionario, da una repubblica troppo bella e troppo breve a una monarchia inevitabile. Altre musiche testimoniano la vita della giovane nazione attraverso alcune composizioni di carattere celebrativo e alcune strettamente legate alla famiglia reale, da Roma capitale nel 1871 al regicidio nell’anno 1900.

Il protagonista principale, fra i compositori presenti, è il musicista romano Giovanni Sgambati (1841-1914), del quale la Biblioteca conserva un notevole fondo musicale e archivistico. Anche se l’educazione svolta in provincia con la madre inglese, l’indifferenza nei confronti del melodramma e la frequentazione di ambienti culturali stranieri, oltre al rapporto con Franz Liszt, suo maestro, lo esclusero dalla vita politica e culturale del tempo, nel 1870 la breccia di Porta Pia riuscì a ispirare in lui alcune composizioni dedicate all’evento. Inoltre, nella Roma capitale del regno d’Italia, svolse una assidua attività artistica dedicata alla musica da camera, come compositore, concertista, direttore d’orchestra, direttore artistico e didatta, sia privatamente sia all’interno di diverse istituzioni; in particolare fu attivo presso la famiglia reale, per la quale curò l’attività dei concerti al Quirinale con la sua Società del Quintetto, che poi prese il nome di Quintetto della Corte di Sua Maestà la Regina. Con la morte del Re Umberto I e la Messa di Requiem composta e poi diretta da Sgambati al Pantheon nel 1901 si chiudeva infine un secolo e, quasi del tutto, il Risorgimento d’Italia.