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Un progetto per Firenze capitale: Antonio Corazzi di Barbara Mussetto

corazzi

All’interno della collezione di stampe e disegni della Biblioteca Casanatense è conservato un gruppo di disegni dell’architetto italiano Antonio Corazzi, pervenuto nell’ambito della donazione Artur Wolynski ed identificato e riordinato nel 1969 con la collaborazione del prof. Bronislaw Biliński. Attualmente conservato in 5 cartelle (20.B.II.148/1-5), il fondo ha una consistenza di 300 fogli di varie dimensioni. Antonio Corazzi (Livorno 1792 – Firenze 1877) si formò a Firenze presso l’Accademia di Belle Arti sotto la guida di professori-architetti come Gaspero Paoletti e Giuseppe Del Rosso, avviandosi all’attività professionale a partire dal 1817. Subito si presentò per lui l’occasione di un brillante percorso, quando il regno di Polonia, su iniziativa del sottosegretario di stato Stanislaw Staszic che, in seguito ad un lungo soggiorno ben conosceva l’ambiente fiorentino, chiese al granducato di Toscana l’invio in Polonia di un architetto giovane e capace. Antonio Corazzi, prescelto, giunse a Varsavia alla fine del 1810 e fino al  1830 realizzò per la città progetti monumentali di edifici pubblici con la funzione di costruttore generale del governo, affermandosi come architetto pieno di talento e di capacità realizzative. L’espressione più compiuta delle sue capacità si trova nella realizzazione del Teatro Grande di Varsavia, che lo pone tra i massimi rappresentanti del neoclassicismo europeo.

L’ultimo periodo di attività (1847-1877) coincide con il suo ritorno a Firenze, dove fu nominato professore dell’Accademia di Belle Arti e dove si dedicò alla progettazione di monumenti pubblici e di edifici di residenza privata. In particolare si segnalano i progetti per la sede del Parlamento Nazionale, in previsione dello spostamento della capitale a Firenze, il monumento a Dante in piazza Santa Croce, teatri diversi ad Alessandria d’Egitto, Copenhagen, Ravenna, Castiglion Fiorentino. I disegni conservati alla Casanatense, eseguiti per la maggior parte a matita tranne alcuni vivacemente acquarellati, sono riferiti ai numerosi progetti elaborati per edifici pubblici e privati, da realizzarsi essenzialmente a Varsavia e a Firenze, città residenziale dell’architetto.