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FESTE, MUSICA E DINASTIA

banchetto_x_schedaNei secoli XVI, XVII e XVIII le feste, cioè i rituali, i riti e le cerimonie, sono stati parte fondamentale della vita di tutti i sudditi asburgici. Il dispiegamento di architetture effimere, trionfi di cibo, composizioni musicali, cavalcate, processioni e tanti altri elementi faranno di questi eventi occasioni di particolare importanza per lo sviluppo di tutte le arti. Lo scopo era quello di fare diventare eccezionalmente spettacolari dati momenti dell'anno e gli Asburgo sapranno trarne profitto come pochi. Il cerimoniale asburgico ha un doppio fondamento, da un lato la tradizione borgognona giunta alla famiglia attraverso la nonna di Carlo V, Maria di Borgogna; e dall'altro il substrato romano antico, già presente nella corte di Massimiliano I, ma dall'Imperatore Carlo assunto e sviluppato. Le feste saranno utilizzate dai membri della dinastia come elemento privilegiato di propaganda, attraverso la quale affermare la supremazia della famiglia, i suoi diritti, proponendo un'immagine di potere inscalfibile perfino nei momenti di crisi politica. Qualsiasi evento, nozze o funerali, ma anche vittorie militari e perfino la Pasqua romana, sarà visto come una opportunità per cantare le glorie della famiglia d'Austria. I miti della classicità come Nettuno, Atlante o Apollo s’intrecciano in queste celebrazioni con elementi propri degli Asburgo, come i castelli della Castiglia o l’aquila bicefala dell'Impero, creando un complesso mondo iconografico e simbolico che costituisce, con tutta probabilità, una delle più raffinate e sapienti costruzioni ideologiche di tutta l’Età Moderna.